DOMENICA 26LUGLIO 2020 - "IL REGNO DEI CIELI E' SIMILE A UN MERCANTE CHE VA IN CERCA DELLE PERLE PREZIOSE" (Mt 13,45)
VIVERE DEL DESIDERIO DI DIO
Arriva prima o poi il momento, Gesù, in cui si impone una scelta decisiva. Non possiamo tenere tutto insieme:
le nostre proprietà, tutto quello che appartiene alla nostra condizione abituale, e quel tesoro che abbiamo scoperto,
per il quale è necessario vendere tutto.
In quel momento appare con chiarezza quello che per noi conta di più: mantenere quello che abbiamo oppure
desiderare intensamente il tesoro rinvenuto fino al punto di vendere tutto pur di assicurarcelo…
Con te le cose vanno allo stesso modo: nello zaino della nostra vita tu non accetti di essere una delle diecimila cose
che lo riempiono. Ci chiedi di svuotarlo completamente per fare posto a te, alla ricchezza che solo tu ci puoi donare
perché colma tutta la nostra esistenza.
Lo so, non tutti possono capirlo. Anzi, qualcuno non esiterà a prenderci per matti, come avranno senz’altro giudicato
quel mercante che ha venduto tutte le perle precedentemente comprate pur di possedere la perla di grande valore.
E il bello è che neppure ci piangiamo addosso quando ci distacchiamo dai nostri averi, ma siamo contenti di poter
finalmente aggiudicarci quel tesoro che vale più di ogni altra cosa al mondo.
Roberto Laurita
VIVERE DEL DESIDERIO DI DIO
I testi della liturgia di questa domenica da una parte scaldano il cuore e, dall’altra, sono molto impegnativi.
Fin dalla prima lettura, tratta dal primo libro dei Re, ci è presentato il giovanissimo Salomone che chiede a
Dio un cuore semplice, puro, retto, per poter capire dove sta il bene e governare alla luce della volontà di Dio.
È bella questa richiesta, ma anche molto impegnativa. Ogni dono che riceviamo da Dio (o dagli altri) ci incoraggia
a valorizzarlo.
Di questo bene ci parla anche l’apostolo Paolo nella seconda lettura, tratta dalla lettera ai cristiani di Roma.
Il disegno di Dio è di portare tutti a fare l’esperienza del bene. Non perché questo cominci da noi, ma perché
ogni credente èimmerso in un disegno più grande, quello della chiamata da parte di Dio che ci invita a riconoscere
che il suo amore viene prima.
Se il bene più grande è il Signore e il suo regno, allora vale la pena, come indica Gesù nelle tre brevi parabole del
vangelo, impegnarci nella ricerca di lui. Ciascuno è chiamato a diventare “scriba del regno”, cioè persona che
legge, ascolta, medita e vive la parola di Gesù, e a lavorare perché quella parola trovi in noi dei contadini che
la sappiano custodire e far germogliare.
Il regno dei cieli, simboleggiato dal tesoro nascosto, dalla perla preziosa e dalla pesca fruttuosa, esige da noi
una scelta coraggiosa: perdere quello che abbiamo per trovare, con la fiducia in Dio, l’infinitamente grande.
I vostri Sacerdoti