La liturgia della Parola di questa domenica mette l’accento sul carattere
missionario che trapela nell’evento dell’ascesa del Signore risorto al cielo.
Nella prima lettura, i discepoli, che fissano il cielo, in realtà sono
chiamati a divenire testimoni del Risorto. Il dono dello Spirito, promesso da
Gesù, li guiderà «fino ai confini della terra».
Similmente, l’apostolo Paolo, nella seconda lettura, interpreta l’ascesa
al cielo come compimento della storia di colui che è disceso per essere
«pienezza di tutte le cose». Lo storia di Gesù, quindi, è per questo origine dei
diversi carismi e diversi ministeri, al servizio di tutta la comunità cristiana
e suscitati dall’unico «Dio e Padre di tutti», con l’obiettivo di custodire l’unità
e la pace della chiesa.
Questo stesso carattere missionario, infine, si evidenzia anche nel
brano del Vangelo. Nella cosiddetta seconda finale del Vangelo di Marco
Gesù prima di ascendere al cielo invia i propri discepoli a proclamare il suo
Vangelo, affinché sia per tutti fonte di salvezza.