SIATE MISERICORDIOSI COME E' MISERICORDIOSO IL PADRE VOSTRO

(Le 6,36)


DIO E' MISERICORDIA E TENEREZZA

Il linguaggio corrente identifica la misericordia con la compassione o il perdono. Ma i termini ebraici che indicano la misericordia hanno molti altri significati: da essi, per esempio, viene espressa la tenerezza, la pietà, la compassione, la clemenza, la bontà di Dio. Dall'inizio alla fine della Bibbia, Dio manifesta la sua tenerezza, la sua compassione, il suo amore fedele all'umanità e al suo popolo. A loro volta, gli uomini devono mostrarsi misericordiosi verso il prossimo, ad imitazione del loro creatore.


La rivelazione centrale del Dio misericordioso.

Sul Sinai, Mosè sente che Dio rivela in profondità la sua misericordia verso il popolo. Israele ha appena compiuto il peccato di essersi costruito il vitello d'oro (cfr Es 32). Ma Dio, dopo avere affermato che è libero di usare gratuitamente misericordia a chi vuole (Es 33,19), proclama che, senza ledere la sua santità, la tenerezza divina può trionfare del peccato: "Jahvè è un Dio di tenerezza e di grazia, tardo all'ira e ricco di misericordia e fedeltà, che conserva la sua misericordia alla millesima generazione, sopporta mancanza, trasgressione e peccato, ma, senza lasciarli impuniti, castiga la colpa.... fino alla terza e alla quarta generazione " (Es 34,6s).
Dio non passa la spugna sul peccato; lascia che le conseguenze si facciano sentire sul peccatore sino alla quarta generazione, e ciò dimostra la serietà del peccato. Ma la sua misericordia, conservata intatta fino alla millesima generazione, lo fa pazientare all'infinito. Tale è il ritmo che segnerà le relazioni di Dio con il suo popolo fino alla venuta di Gesù.

Misericordia, castigo e conversione.

Di fatto, lungo tutta la Storia sacra, Dio rivela che, se deve castigare il popolo che ha peccato, è preso da commiserazione non appena esso grida a Lui dal profondo della sua miseria.
Osea rivela che, se Dio ha deciso di non usare più misericordia a Israele (Os 1,6) e di castigarlo, il suo cuore però si rivolta in lui, le sue viscere fremono ed egli decide di non dare corso all'ardire della sua ira (Os ll,8s); così un giorno l'infedele sarà nuovamente chiamato "Ha ricevuto misericordia" (Os 2,3).
Anche quando annunziano le peggiori catastrofi, i profeti conoscono la tenerezza del cuore di Dio (Ger 31,20; Is 49,14s; Is 54,7), che trionfa sempre sul castigo. Se Dio annuncia castighi, è perché conosce la miseria cui il peccato porta e desidera che il peccatore ritorni a Lui, si converta. Egli desidera condurre nuovamente il suo popolo nel deserto per parlargli al cuore (Os 2,16) e confidargli la sua tenerezza. Si, Dio non conserva il suo sdegno, ma vuole che il peccatore riconosca la sua propria malizia. Dio avrà pietà di lui. Israele conserva così nel suo cuore la convinzione che la misericordia di Dio non ha nulla di umano: Dio toglie la colpa, perdona il delitto, si compiace nel fare grazia. Egli ha pietà del suo popolo e getta in fondo al mare i suoi peccati (cfr Michea 7,18s).
Il grido del salmista riassume ed esprime questa convinzione di fede: "Pietà di me, secondo la tua bontà! Secondo la tua grande tenerezza, cancella il mio peccato!" (Sal 50,3).

La misericordia divina come limite conosce solo l'indurimento del peccatore (Is 9,16; Ger 16,5.13). Senza tale indurimento, la tenerezza del Signore è per ogni vivente, come dice il Siracide (18,13) e come cantano i salmi (103,8s; 136; 130,7).

Gesù, volto della misericordia divina.

Tutti gli atti di Gesù manifestano la misericordia divina, anche se non sono qualificati con questo nome dagli evangelisti. Luca soprattutto accentua questo punto. I prediletti di Gesù sono i poveri (Lc 4,18; 17,22); i peccatori trovano in lui un amico (7,34) che li frequenta (5,27.30; 15,1s; 19,7); Gesù testimonia una benevolenza particolare verso le donne e gli stranieri..
Gesù ha veramente compassione di tutti! Ai peccatori che si vedevano esclusi dal regno di Dio dalla grettezza dei farisei, Gesù proclama il Vangelo della misericordia infinita di Dio: a rallegrare il cuore di Dio non sono gli uomini che si credono giusti, ma i peccatori pentiti (Lc 15,7.10); il padre attende il ritorno del figlio e quando lo scorge, mosso da compassione, corre ad incontrarlo. Il padre per primo bacia ed abbraccia il figlio. Un padre, prodigo di amore e di misericordia, prende l'iniziativa: perdona immediatamente, senza esitazione, con tenerezza, di cuore, con gioia il figlio, senza rimproverargli nulla, senza dubitare di lui. L'amore del padre è infinitamente accogliente, incondizionato! E' così superata la pur minima idea di castigo presente nell'A.T., Dio è solo accoglienza, tenerezza, amore perdonante. Tutta la nostra vita è il tempo in cui possiamo sperimentare la gioia del perdono e della riconciliazione con Dio. Dio gode di farci grazia e fa di tutto perché ci accorgiamo del suo amore tenero e fedele, anche se non ci impone di tornare a Lui. E nel giudizio finale, non è il Signore a "condannare" il peccatore; è il peccatore che si rende conto di avere volutamente rifiutato l'amore del suo Dio, e per questo comprende di essersi volontariamente autoescluso dalla vera vita, dalla gioia, dalla felicità, da Dio!
Dio è sempre in paziente attesa che Israele e ciascuno di noi si converta e faccia frutti di vita nuova (Lc 13,6.9).
Dio è dunque il Padre delle misericordie (2Cor 1,3; Giac. 5,11), che ha accordato la sua misericordia a Paolo (1Tim. 1,13) e la promette a tutti i credenti. Il disegno della misericordia di Dio è offerto a tutti dalla bontà di Dio in Cristo Gesù. Mediante la fede nell'amore di Gesù e di Dio, ognuno ne è beneficiario. Tutta l'umanità è sotto il segno del peccato, ma Dio ha racchiuso tutti nella disobbedienza del peccato, per concedere a tutti misericordia e rendere giusti tutti mediante la fede (Rom 11,32). '

Siate misericordiosi.

Questo è il Dio di Gesù Cristo: il Dio della misericordia. La tenerezza di Dio ci apre al rendimento di grazie e insieme ci spinge a farci prossimo al misero che incontriamo sulla nostra strada (Lc 10,30- 37), pieni di bontà verso tutti, perché Dio ha avuto pietà di noi (Mt 18,23-35).
Siamo invitati pertanto ad essere misericordiosi: è una condizione essenziale per entrare nel regno dei cieli (Mt 5,7; Lc 6,36). Saremo giudicati in base alla misericordia che avremo esercitato nei confronti dei poveri e delle persone in difficoltà, misericordia che è esercitata nei confronti di Gesù in persona (Mt 25,31.46)!
I cristiani, esorta S. Paolo, devono amare e "simpatizzare" (Fil 2,1), avere in cuore una buona compassione (Ef 4,32; 1Pt 3,8); non possono chiudere il loro cuore dinanzi ad un fratello che si trova nella necessità: l'amore di Dio rimane solamente in coloro che esercitano la misericordia (1Gv 3,17).

(Libero Riassunto del termine "Misericordia" in Dizionario di Teologia biblica - Marietti - Torino).