Il dono

Faceva un freddo pungente. I pastori si scaldavano
attorno al fuoco. La notizia della nascita di
un nuovo re, rivelata proprio a loro dalle luminose
creature alate, li aveva sconvolti. Volevano andare a
vederlo e venerarlo e implorare da lui salute e pace.
Anche Filippo, il ragazzino che faceva da apprendista
nel gruppo di pastori, aveva sentito l'annuncio
degli angeli e stava già pensando a che cosa
portare in dono al Bambino di Betlemme.
Ma se tutti i pastori si allontanavano, chi avrebbe
badato alle pecore? Non potevano certo lasciarle
da sole!
Nessuno di loro voleva rinunciare a vedere il
neonato Re. Uno dei pastori ebbe un'idea: sarebbe
rimasto a custodire le pecore quello di loro che
portava il dono più leggero.
Portarono la bilancia vicino al fuoco.
Il primo pose sulla bilancia una grossa anfora
piena di latte e aggiunse una pesante forma di formaggio.
Il secondo portò una enorme cesta piena
di mele. Il terzo, a fatica, collocò sulla bilancia un
voluminoso fascio di rami e ceppi d'albero, che sarebbero
serviti per scaldare la stalla per un bel po'
di tempo.
Rimaneva solo Filippo.
Tristemente il ragazzo guardava la sua piccola
lanterna, l'unica ricchezza che possedeva. Era il
dono che voleva portare al Bambino Re. Ma pesava
così poco.
Esitò un attimo. Poi decisamente si sedette sulla
bilancia con la lanterna in mano e disse: «Sono io
il regalo per il Re! Un bambino appena nato ha certamente
bisogno di qualcuno che porti la lampada
per lui»
Intorno al fuoco si fece un profondo silenzio. I
pastori guardavano il ragazzo sulla bilancia, colpiti
dalle sue parole. Una cosa era certa: In nessun
caso Filippo sarebbe rimasto al campo a custodire
le pecore.
Il regalo sei tu, non le cose che porti