L'unica notizia certa è che nel 1905 il capitello di Via Trento si trova segnato nella mappa catastale.

Tutte le notizie sono concordi nell'attribuire la costruzione a "Bepi Capomastro" (Giuseppe Guarda) che avendo  la madre inferma, voleva darle la possibilità di avere la Madonna vicina.

Si tratta più di una cappella che di un capitello. All'interno sono disposte dieci sedie con inginocchiatoio; il gradino che porta all'altare è in pietra rossa di Asiago, l'abside è quadrangolare.

Al suo interno è presente un dipinto ad olio su tela che rappresenta la Madonna, il Bambino e due Angeli che suonano il liuto e il flauto. Lo sfondo e la cornice sono dorati, e si possono datare tra la fine dell'800 e l'inizio del '900.

La facciata presenta una porta ad arco con rosone. La recinzione in ferro battuto con motivi floreali è stata realizzata da artigiani di Via Trento, Ziggiotto Remo con la collaborazione del padre Augusto.

L'altare, al suo interno, è in legno (poi ricoperto) e nella parte anteriore è in marmo policromo e composito.

Ogni anno, il 15 Agosto in via Trento si faceva festa con addobbi, musica, balli, bancarelle e preghiere.

La "sagra" venne interrotta negli anni '50 perché il Prevosto preferiva che la Madonna Assunta venisse festeggiata in Parrocchia.