Domenica 12 marzo i gruppi Amicizia e Noi Come Voi hanno organizzato un pranzo dedicato a tutte le persone della comunità che vivono la disabilità.
Questo è il messaggio che cerchiamo di trasmettere:
La Persona con Disabilità è una persona che, a causa di una conformazione fisica o di una menomazione di una certa gravità, trova difficile o impossibile svolgere senza ausilii o aiuti un’azione, un atto, una mansione con la stessa capacità, forza o velocità di una persona che possiamo definire “media”.
Disabile, invalido, diversamente abile, handicappato o non autosufficiente sono invece le definizioni che normalmente sentiamo, leggiamo oppure persino ci capita di utilizzare per descrivere la stessa situazione, dimenticando però della cosa più importante: che ci stiamo rivolgendo a delle persone. Questo particolare, che a prima vista può sembrare banale, può portare ad escludere sia le stesse persone con disabilità e anche i loro famigliari, dalla vita di tutti i giorni.
Il gruppo è presente da diversi anni nel territorio e nasce con due particolari finalità:
La prima è quella di condividere l’esperienza di chi vive, direttamente o indirettamente, la disabilità ogni giorno. Grazie al dialogo è all’incontro riteniamo sia più facile trovare soluzioni a problemi che, magari affrontati singolarmente, sembrano difficili da superare.
La seconda finalità è quella di organizzare durante l’anno dei momenti di convivialità che permettano alle persone con disabilità, e ai loro famigliari, di uscire dalle abitazioni in cui vivono semplicemente per passare qualche ora diversa dalla quotidianità. Sappiamo che nel nostro comune sono molte le persone che non escono da casa perché non riescono fisicamente o perché non accettano la situazione che stanno vivendo. La nostra speranza è che questi momenti possano rappresentare uno stimolo in più per cambiare queste situazioni.
Il messaggio che cerchiamo di portare avanti con il gruppo NOI COME VOI è che la disabilità ha due facce: se intesa come elemento negativo porta inevitabilmente all’emarginazione mentre, se vissuta in una comunità senza pregiudizi e pronta ad accettare il prossimo, rappresenta un valore inestimabile.
Le barriere più difficili da togliere non sono quelle architettoniche ma quelle mentali.

